La novità
della settimana

Un titolo in evidenza tra le decine di nuove pubblicazioni settimanali.

Sara Catella, Perché non esiste più la panna montata che mangiavo da bambina?, Casagrande

Attraverso un inventario di oggetti, odori e gusti perduti, l’autrice del fortunato Le malorose racconta un’infanzia tra Svizzera e Italia alla fine del secolo scorso.
Una riflessione sulla memoria, l’identità e i saperi trasmessi di donna in donna, di generazione in generazione.

Una donna sale in macchina e si mette in viaggio, diretta a sud. Conosce il percorso: l’ha compiuto più e più volte da bambina, tra gli anni Ottanta e Novanta: figlia di madre svizzera e padre italiano, ogni estate lasciava il canton Ticino con i nonni paterni per passare le vacanze nella loro terra d’origine, l’Abruzzo. Ripetendo, adulta, quel percorso, in lei riaffiora un mescolarsi di impressioni infantili legate a due culture e due paesi: il gusto dei gelati con panna montata di ’Micucc; il sentore pungente del sapone fatto in casa mescolando olio d’oliva, soda caustica e cenere; i colori delle api e delle arnie dei nonni materni; il frusciare di guaine, sottovesti e grembiuli avvinghiati intorno al corpo della bisnonna; la superficie lucida delle fotografie di famiglia scattate poco prima della sua nascita: «Sono le immagini della mia infanzia – anche se io non ci sono».
E in effetti nel corso del suo viaggio la donna prende coscienza di quanto profondamente si venga plasmati da una storia famigliare che si è svolta in gran parte prima e senza di noi, al punto che sente risuonare dentro di sé il dolore dei nonni costretti a emigrare, gli aspri insegnamenti sulla maternità e il corpo femminile ricevuti da madre, nonne e bisnonne, l’impulso a tramandare delle antenate – impulso che in lei si trasforma in scrittura.
Attraverso un inventario di oggetti rievocati sul filo dei cinque sensi, Sara Catella – già autrice del fortunato Le malorose – ci cala dentro la sua infanzia, con un racconto autobiografico che è anche romanzo di formazione.