Fare i killer è un mestieraccio, diciamolo. Ecco il Biondo e Quello con la cravatta, professionisti con partita iva, alle prese con un nuovo incarico, un omicidio di alta gamma, con parcella a sei zeri. Un lavoro difficile, per cui decidono di coinvolgere Francesca Aroldi, stimata collega di cui hanno avuto modo di apprezzare la professionalità. Ma i dubbi restano, sarebbe comunque un costo aggiuntivo, e poi: si possono davvero fidare fino in fondo? L’occasione si presenta quando Gianguido Howard Tossini De Coullier, giovane studente americano che vive a Milano, orfano di entrambi i genitori, sta per entrare in possesso dell’enorme eredità, sinora amministrata dal nonno materno, un detestabile mercante d’arte. Il vecchio De Coullier, però, non dev’essere molto felice di questo passaggio di consegne, se è disposto a pagare un compenso milionario alla Snap Srl per farlo fuori prima del compimento dei ventuno anni.
Al Biondo e a Quello con la cravatta si presenta subito un problema etico: come si fa a sopprimere un ventenne, nemmeno così odioso? E poi ci sono i problemi pratici: Gianguido conduce una vita regolata, niente vizi o eccessi, né compagnie pericolose, almeno in apparenza. Bisogna scavare bene, nella vita e negli ambienti, suoi e del nonno, per trovare una soluzione. Ed è quello che fanno con consumata abilità e il solito distacco che non gli risparmierà, però, colpi di scena e scoperte sorprendenti.
Omicidi Srl è un affilato poliziesco al contrario, in cui moventi, logiche e dinamiche di un delitto sono ricostruiti dal punto di vista di chi lo compie. Una crime story in forma di commedia che contiene una satira cinica su quel che abbiamo fatto della nostra società, e che rappresenta la stratigrafia ironico-grottesca di una città che è al contempo la «capitale attrattiva e moderna che moltiplica i soldi» e l’agglomerato in cui vive «la folla di quelli che soldi ne hanno pochi, e li cercano dove possono»: la Milano nera di Alessandro Robecchi.